Tra colori, zucchero e creature: la mia via alla creazione

🎧 The Sound of Silence – Le parole che restano ( Italiano e Spagnolo)

  Ci sono canzoni che non arrivano: ritornano . Non fanno rumore, non chiedono spazio. Entrano in punta di piedi, come un ricordo che non hai mai davvero lasciato andare. Questa canzone è così: un sussurro che diventa eco, un silenzio che parla più di mille voci, una visione che non se ne va. La frase che ho scelto “and the vision that was planted in my brain, still remains” 🇮🇹 Italiano “e la visione piantata nella mia mente rimane ancora” Ci sono immagini interiori che non si cancellano. Restano lì, ferme, profonde, come semi che continuano a respirare anche quando tutto tace. Il silenzio non è vuoto: è memoria, è presenza, è ciò che rimane quando le parole non bastano. 🇪🇸 Español “y la visión sembrada en mi mente aún permanece” A veces, lo que vuelve no es la música, sino lo que la música despierta. Una sensación, un recuerdo, una parte de mí que sigue ahí, quieta, profunda, intacta. 🔗 Ascolta la canzone The Sound Of silence

Una piccola donna imperfetta per l’8 marzo

 


Oggi voglio raccontarvi la storia di questa piccola donna che ho creato. Una creatura nata da cinque ore di tentativi, errori, risate, frustrazioni e testardaggine. Una creatura imperfetta, come tutte noi.
1. Gli stampini rigidi e i primi tentativi

Ho iniziato usando degli stampi rigidi, non in silicone. Sembrano facili, ma non lo sono affatto:

  • la prima volta non è uscito il viso

  • la seconda sì, ma era piatto

  • il busto non veniva

il collo si spezzava

le gambe si deformavano

Li ho rifatti almeno cinque volte. E senza istruzioni in italiano. Quindi… arrangiarsi è stato il mio motto.
2. Assemblaggio e modellazione


Quando finalmente sono riuscita a ottenere busto e gambe, li ho uniti e ho modellato tutto con le dita per rendere il corpo omogeneo. Un lavoro minuzioso, quasi inutile… perché poi l’ho vestita. AHAHAHA!

Ma fa parte del mio modo di creare: voglio che tutto sia armonioso, anche ciò che non si vedrà.

3. Vestirla: camicia, cravatta, gonna e scarpe




Ho steso una pasta bianca sottilissima per la camicia. Poi ho fatto la cravatta, la gonna e le scarpe. Le braccia le ho coperte con la stessa pasta bianca per uniformare tutto.


4. La capigliatura

Ho creato una calotta di pasta marrone chiaro. Ho inciso la frangetta, i capelli ribelli e una treccia legata con un nastro dello stesso colore della cravatta. È stato il momento in cui ha iniziato davvero a prendere vita.

5. Il viso: il momento più delicato

Ho colorato le labbra con del lucidalabbra. Poi, con un pennello finissimo, ho fatto:

  • sopracciglia

  • palpebre

  • ciglia nere

Con un altro pennellino ho dipinto gli occhi:

  • bianco per la base

  • marrone chiaro per le pupille

  • marrone scuro per dare profondità

Ho usato trucchi scaduti, ma se lavorate con pasta di zucchero vanno benissimo anche colori e pennarelli alimentari.

6. Un piccolo segno che non avevo viso


Solo facendo la foto mi sono accorta di una piccola macchia scura sul viso. Mi ha fatto pensare alle donne dell’8 marzo, a quelle che non ci sono più. Un piccolo segno, un piccolo ricordo. Non l’ho tolto: fa parte della sua storia.

Questa piccola donna imperfetta la dedico a tutte le donne che portano nel mondo la loro unicità, la loro fragilità, la loro forza diversa. A chi non rientra nei canoni. A chi è stata guardata come “diversa”. A chi illumina il mondo con la sua verità.

🌼 Questa festa è anche vostra.

“Ditemi che non sono l’unica a rifare un pezzo cinque volte… vi prego!”


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