Tra colori, zucchero e creature: la mia via alla creazione

👑 La nascita della Regina Serenity

 Oggi vi porto dietro le quinte della mia bottega , dove sta prendendo forma la Regina Serenit y. Ho iniziato modellando il corpo, senza cercare la perfezione delle gambe: dovevano solo sostenere il vestito, come una base di grazia. Per il corpetto ho creato un lungo rettangolo di pasta e, partendo dalla schiena, ho ricoperto i seni — proprio come avevo fatto con la Dama Nera . Ho lasciato che la pasta scendesse un po’ sulla parte bassa, per poi sistemare le balze , create una a una, sottilissime e delicate.   Infine ho modellato il fiocco , con due parti non identiche per dare movimento, e due rettangoli lunghi per creare le code. Non è ancora finita… ma presto la vedrete completa, con i capelli gialli e tutta la luce della luna che porta nel cuore. 🌕

👩‍🦰Una piccola donna imperfetta per l’8 marzo

 

Figurina in plastilina con mimose gialle, creata per l’8 marzo, fotografata su sfondo chiaro.

Oggi voglio raccontarvi la storia di questa piccola donna che ho creato. Una creatura nata da cinque ore di tentativi, errori, risate, frustrazioni e testardaggine. Una creatura imperfetta, come tutte noi.

1. Gli stampini rigidi e i primi tentativi
Ho iniziato usando degli stampi rigidi, non in silicone.

Sembrano facili, ma non lo sono affatto:( infatti ho usato plastilina per poter recuperare gli errori)

  • la prima volta non è uscito il viso

  • la seconda sì, ma era piatto

  • il busto non veniva

il collo si spezzava
 
le gambe si deformavano
 
Li ho rifatti almeno cinque volte. E senza istruzioni in italiano. Quindi… arrangiarsi è stato il mio motto.

2. Assemblaggio e modellazione

Pezzi della figurina in plastilina assemblati a mano, con busto, braccia e testa in fase di montaggio.

Quando finalmente sono riuscita a ottenere busto e gambe, li ho uniti e ho modellato tutto con le dita per rendere il corpo omogeneo. Un lavoro minuzioso, quasi inutile… perché poi l’ho vestita. AHAHAHA!

Ma fa parte del mio modo di creare: voglio che tutto sia armonioso, anche ciò che non si vedrà.

3. Vestirla: camicia, cravatta, gonna e scarpe

Ho steso una pasta bianca sottilissima per la camicia. Poi ho fatto la cravatta, la gonna e le scarpe. Le braccia le ho coperte con la stessa pasta bianca per uniformare tutto.

4. La capigliatura

Ho creato una calotta di pasta marrone chiaro. Ho inciso la frangetta, i capelli ribelli e una treccia legata con un nastro dello stesso colore della cravatta. È stato il momento in cui ha iniziato davvero a prendere vita.

5. Il viso: il momento più delicato

Ho colorato le labbra con del lucidalabbra. Poi, con un pennello finissimo, ho fatto:

  • sopracciglia

  • palpebre

  • ciglia nere

Con un altro pennellino ho dipinto gli occhi:

  • bianco per la base

  • marrone chiaro per le pupille

  • marrone scuro per dare profondità

Ho usato trucchi scaduti, ma se lavorate con pasta di zucchero vanno benissimo anche colori e pennarelli alimentari.

6. Un piccolo segno che non avevo viso

Primo piano del volto in plastilina con tracce di fuliggine, mostrato durante la fase di assemblaggio.

Solo facendo la foto mi sono accorta di una piccola macchia scura sul viso. Mi ha fatto pensare alle donne dell’8 marzo, a quelle che non ci sono più. Un piccolo segno, un piccolo ricordo. Non l’ho tolto: fa parte della sua storia.

Questa piccola donna imperfetta la dedico a tutte le donne che portano nel mondo la loro unicità, la loro fragilità, la loro forza diversa. A chi non rientra nei canoni. A chi è stata guardata come “diversa”. A chi illumina il mondo con la sua verità.

🌼 Questa festa è anche vostra.

“Ditemi che non sono l’unica a rifare un pezzo cinque volte… vi prego!”

il resto va bene

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