Tra colori, zucchero e creature: la mia via alla creazione

👑 La nascita della Regina Serenity

 Oggi vi porto dietro le quinte della mia bottega , dove sta prendendo forma la Regina Serenit y. Ho iniziato modellando il corpo, senza cercare la perfezione delle gambe: dovevano solo sostenere il vestito, come una base di grazia. Per il corpetto ho creato un lungo rettangolo di pasta e, partendo dalla schiena, ho ricoperto i seni — proprio come avevo fatto con la Dama Nera . Ho lasciato che la pasta scendesse un po’ sulla parte bassa, per poi sistemare le balze , create una a una, sottilissime e delicate.   Infine ho modellato il fiocco , con due parti non identiche per dare movimento, e due rettangoli lunghi per creare le code. Non è ancora finita… ma presto la vedrete completa, con i capelli gialli e tutta la luce della luna che porta nel cuore. 🌕

👂 Il gesto dell’orecchio

 

“Orecchio modellato in plastilina con stecchino, dettaglio del gesto di lavorazione.”

 


Ci sono gesti che nascono senza pensarci troppo. Un pizzico di pasta, uno stecchino trovato lì per caso, la mano che si muove da sola. E all’improvviso… un orecchio.

Non l’ho rifatto cento volte. Non l’ho studiato in un manuale. È nato così:

  • poca pasta, perché non serve abbondanza per capire una forma

  • uno strumento immediato, lo stecchino, quello che hai sempre sotto mano

  • il tatto, perché prima di modellarlo l’ho sentito sul mio orecchio

  • la mente aperta, senza aspettative, senza rigidità

  • una mano che ha occhio, che interpreta più che copiare

È un gesto semplice, quasi un gioco. Ma dentro c’è tutto: osservazione, curiosità, ascolto, presenza.

In bottega i gesti sono così: non perfetti, non programmati, non ripetuti. Sono veri.

E la verità, l’abbiamo visto, appaga molto più della funzione.

🪵 Nota di bottega

In bottega i gesti non si programmano: accadono. Un orecchio nasce da un attimo, da un dito che preme, da uno stecchino che traccia una curva, da un pensiero che passa veloce. Non cerco mai la perfezione: cerco il momento in cui la mano capisce più della testa. È lì che il gesto diventa forma. È lì che la bottega respira.

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