Tra colori, zucchero e creature: la mia via alla creazione

👑 La nascita della Regina Serenity

 Oggi vi porto dietro le quinte della mia bottega , dove sta prendendo forma la Regina Serenit y. Ho iniziato modellando il corpo, senza cercare la perfezione delle gambe: dovevano solo sostenere il vestito, come una base di grazia. Per il corpetto ho creato un lungo rettangolo di pasta e, partendo dalla schiena, ho ricoperto i seni — proprio come avevo fatto con la Dama Nera . Ho lasciato che la pasta scendesse un po’ sulla parte bassa, per poi sistemare le balze , create una a una, sottilissime e delicate.   Infine ho modellato il fiocco , con due parti non identiche per dare movimento, e due rettangoli lunghi per creare le code. Non è ancora finita… ma presto la vedrete completa, con i capelli gialli e tutta la luce della luna che porta nel cuore. 🌕

🥚💙🖤 L’Uovo Interista che non ne voleva sapere

 Ci sono giorni in cui la creatività scorre come un fiume.

E poi ci sono giorni in cui… arriva lui. L’Uovo Interista. Quello che “non ne vuole sapere”.

Era lì, appoggiato nel suo bicchierino, con quell’aria da duro. Nero, blu, iridescente, tutto orgoglio e scaglie. Io lo guardo. Lui mi guarda. E già capisco che sarà una giornata lunga.

«Dai, famo pace» gli dico, come si dice ai vecchi amici testardi. Niente. Lui resta immobile, rigido, come se stesse ascoltando l’inno allo stadio.

Provo a passare il pennello. Il colore scivola via come un tifoso che non vuole farsi intervistare. Riprovo. Il pennello si piega, si arrende, sembra dire: «Pamela, io qui non ci resto.»

L’uovo, invece, si lucida da solo. Sì, da solo. Come se si stesse sistemando i capelli prima di una partita importante.

A un certo punto, giuro, mi è sembrato che si girasse. Piano piano. Quel tanto che basta per farmi capire che non aveva alcuna intenzione di collaborare.

«Senti» gli dico, «io devo lavorare. Tu devi farti dipingere. Facciamo che ognuno fa la sua parte.» Silenzio. Lui, fiero, immobile, con quell’aria da “io sono nato così e così resto”.

E lì ho capito. Non era un uovo. Era un carattere. Un tifoso. Un Interista convinto.

Alla fine ho smesso di combatterlo. Mi sono messa a ridere. Perché certe creazioni non si modellano: si accettano. E diventano storie.

Così è nato questo racconto. Per ricordare che anche in cucina, anche nella bottega, anche davanti a un uovo di cioccolato… gli imprevisti hanno personalità. E a volte, una personalità… nerazzurra.

Uovo decorativo con superficie a scaglie lucide nei toni del nero, blu e viola, appoggiato su un supporto bianco; sullo sfondo si intravedono contenitori e strumenti da cucina


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