Tra colori, zucchero e creature: la mia via alla creazione

👑 La nascita della Regina Serenity

 Oggi vi porto dietro le quinte della mia bottega , dove sta prendendo forma la Regina Serenit y. Ho iniziato modellando il corpo, senza cercare la perfezione delle gambe: dovevano solo sostenere il vestito, come una base di grazia. Per il corpetto ho creato un lungo rettangolo di pasta e, partendo dalla schiena, ho ricoperto i seni — proprio come avevo fatto con la Dama Nera . Ho lasciato che la pasta scendesse un po’ sulla parte bassa, per poi sistemare le balze , create una a una, sottilissime e delicate.   Infine ho modellato il fiocco , con due parti non identiche per dare movimento, e due rettangoli lunghi per creare le code. Non è ancora finita… ma presto la vedrete completa, con i capelli gialli e tutta la luce della luna che porta nel cuore. 🌕

🦶 Modellare un piede senza modello


 

Perché ho fatto questo

Volevo capire la struttura del piede osservandolo davvero: la pianta, l’arco, il calcagno, le dita. Toccare le sue curve mi ha aiutato a tradurre la forma nella pasta, anche se è stato più difficile della mano. Qui i tentativi sono stati tanti, ed è proprio questo che mi ha fatto imparare.

1. Crea la base del piede

  • Parti da un piccolo cilindro di pasta.

  • Lascia più materiale nella parte superiore: servirà per polpaccio e coscia.

  • Inclina leggermente la base per suggerire la postura naturale.

2. Osserva la struttura reale

  • Guarda il tuo piede: pianta, arco, calcagno, dita.

  • Non copiare: interpreta ciò che vedi e ciò che senti sotto le dita.

  • Nota come la pianta non è piatta, ma una curva morbida.

3. Definisci le parti principali

  • Con le dita modella la pianta e l’arco.

  • Con il tapered tip suggerisci il calcagno e la separazione delle dita.

  • Con il bisturi incidi le dita una ad una, con delicatezza.

  • Arrotonda e ammorbidisci ogni parte, senza irrigidire la forma.

🌿 L’intenzione dell’esercizio

Il piede è più complesso della mano, e proprio per questo insegna a vedere meglio. Ogni tentativo — anche quelli che non funzionano — allena l’occhio a riconoscere le curve e la mano a riprodurle.

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