Oggi guardo le mie due balenottere e sorrido. La prima è nata tempo fa, con mani che stavano ancora imparando. La seconda è di oggi, più morbida, più sicura, più viva.
È così che si cresce: allenando le mani, gli occhi e la mente.
Non importa se stai modellando una balenottera, dipingendo un dettaglio minuscolo o glassando una torta — perché anche lì le mani devono imparare a scorrere, a sentire la consistenza, a capire quando fermarsi e quando insistere.
Ogni gesto ripetuto diventa più naturale. Ogni errore insegna. Ogni tentativo apre un varco nuovo.
La creatività è un muscolo: si allena, si stanca, si riprende… e poi migliora.

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