Tra colori, zucchero e creature: la mia via alla creazione

👑 La nascita della Regina Serenity

 Oggi vi porto dietro le quinte della mia bottega , dove sta prendendo forma la Regina Serenit y. Ho iniziato modellando il corpo, senza cercare la perfezione delle gambe: dovevano solo sostenere il vestito, come una base di grazia. Per il corpetto ho creato un lungo rettangolo di pasta e, partendo dalla schiena, ho ricoperto i seni — proprio come avevo fatto con la Dama Nera . Ho lasciato che la pasta scendesse un po’ sulla parte bassa, per poi sistemare le balze , create una a una, sottilissime e delicate.   Infine ho modellato il fiocco , con due parti non identiche per dare movimento, e due rettangoli lunghi per creare le code. Non è ancora finita… ma presto la vedrete completa, con i capelli gialli e tutta la luce della luna che porta nel cuore. 🌕

🌠Il sogno di Nala — Lettera silenziosa

IT’S ALL COMING BACK TO ME NOW – Céline Dion 

Primo piano del volto della mamma di Nala, una creatura in plastilina dai colori intensi. Ha una benda arancione sull’occhio sinistro, che diventa parte della sua identità. I capelli sono una massa di tentacoli viola che scendono morbidi ai lati del viso. Sulla fronte porta una piccola luna arancione. L’espressione è calma, misteriosa, come una presenza che protegge e osserva in silenzio.

🌙 Come è nato il volto della mamma di Nala

A volte le creature nascono da un errore, o da un colpo di fortuna. Il volto della mamma di Nala è nato così: da un occhio trasferello fuggitivo. Dovevano essere due, ma uno si è perso — scivolato via dalla plastilina come un segreto che non voleva essere svelato. Così ho inventato la benda, e da quel piccolo imprevisto è nata una storia.

La benda non copre, racconta. Parla di un passato, di una ferita, di un modo diverso di vedere il mondo. E quel viso, con la luna arancione tra i capelli e i tentacoli viola che la proteggono, è diventato la madre di Nala, la figura che appare nei sogni e nella foschia.

A volte basta perdere un occhio per trovare un’anima.

Scena onirica con Nala e la figura della madre avvolte in una foschia morbida. La mamma appare in piedi, con la benda sull’occhio e i tentacoli viola che scendono ai lati del volto. La luce è soffusa, quasi acquatica, e crea un’atmosfera sospesa, come un ricordo che ritorna. Nala è davanti a lei, piccola, con una conchiglia tra le mani. L’immagine trasmette tenerezza, nostalgia e un senso di incontro silenzioso.

La lettera silenziosa di Nala

Mamma, stanotte sei tornata. Non con la voce, non con le parole, ma con quella luce che riconosco anche quando sogno.

Ti sei avvicinata piano, come facevi quando avevo paura dei temporali e mi accarezzavi la testa senza dire niente. Nel sogno eri uguale: silenziosa, morbida, avvolta in quella foschia che profuma di ricordi.

Avevi un solo occhio, ma vedevi tutto. Vedevi me. E io ho capito che non servono due occhi quando il cuore ne ha mille.

Mi hai lasciato una conchiglia tra le mani, come se dentro ci fosse ancora la tua voce. L’ho stretta forte, e per un attimo il mondo si è fermato.

Poi ti sei dissolta, come fanno i sogni belli: non se ne vanno davvero, si nascondono dietro l’aria e tornano quando ne abbiamo bisogno.

Io ti aspetto, mamma. Nel silenzio, nel sonno, nelle piccole cose che brillano senza motivo. Torna quando vuoi. Io ti riconoscerò sempre.

🌟 Se vuoi entrare nella mia bottega

Se questa piccola storia ti ha sfiorato, nel mio blog trovi il resto del viaggio: le creature che nascono da un gesto, i sogni che tornano quando meno te lo aspetti, e le mani che modellano ricordi, silenzi e colori.

La mia bottega è sempre aperta. Entra quando vuoi. C’è sempre un posto per chi sa vedere con il cuore.


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